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Trasparenza Salariale: cosa cambia davvero per le PMI con meno di 100 dipendenti?

  • gaiaferraiuolo
  • 6 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

C'è un grande malinteso che gira in questi giorni tra i piccoli e medi imprenditori riguardo al nuovo D.Lgs. n. 96/2026sulla parità retributiva, in vigore dal 7 giugno.



Molti pensano: "La mia azienda ha meno di 100 dipendenti, quindi non devo fare nulla".



Attenzione: non è così. È vero che le sanzioni e gli obblighi più complessi sono proporzionati alla dimensione aziendale, ma la trasparenza salariale tocca tutti, anche le piccole imprese.



Facciamo chiarezza su cosa si applica e cosa no sotto la soglia dei 100 dipendenti:



❌ Cosa NON devi fare (Le deroghe per le PMI):


Sotto i 100 dipendenti: Non c'è l'obbligo di redigere il Reporting sul gender pay gap (Art. 9) né di avviare la complessa Valutazione congiunta delle retribuzioni con i sindacati in caso di divari superiori al 5%.


Sotto i 50 dipendenti: Sei esonerato dall'obbligo di rendere accessibili e pubblicare i criteri interni utilizzati per determinare la progressione economica e di carriera dei lavoratori (Art. 6).



⚠️ Cosa DEVI fare comunque (Obblighi per TUTTI, anche con 1 solo dipendente):


Stop alla RAL nei colloqui (Art. 5): Durante i colloqui di selezione non potrai più chiedere ai candidati la retribuzione percepita nei passati rapporti di lavoro. Gli annunci dovranno indicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia.


Diritto all'informazione (Art. 7): Se un dipendente ti chiede per iscritto informazioni sui livelli retributivi medi della sua categoria, divisi per sesso, hai l'obbligo di rispondere entro 2 mesi.


Principio di non discriminazione (Art. 13): Il divieto di discriminazione salariale basata sul genere resta universale. Se un lavoratore dimostra un divario ingiustificato rispetto a un collega di pari valore, le sanzioni del Codice delle pari opportunità scattano a prescindere dalla dimensione aziendale.




💡 Il consiglio del Consulente


Per le PMI, questa riforma non deve essere vissuta come un incubo burocratico, ma come l'occasione perfetta per fare ordine. Adeguare i processi di selezione ed eliminare la prassi di agganciare l'offerta alla vecchia busta paga del candidato non è solo un obbligo di legge: è il primo passo per attrarre talenti migliori.



Il 7 giugno è arrivato. La tua azienda è pronta a gestire le richieste di informazioni dei dipendenti o i nuovi annunci di lavoro in modo conforme?


Prepariamo insieme una transizione serena e a norma. Scrivimi in DM o lasciami un commento per capire come adeguare la tua struttura.


 
 
 
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