top of page

Prima del fondo pensione viene il contratto: 3 controlli da fare subito

  • gaiaferraiuolo
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando si parla di pensione con chi ha tra i venti e i trent'anni, la reazione tipica è una risata rassegnata: "Tanto la nostra generazione non ci andrà mai".


È un pensiero comprensibile, ma nasconde una trappola pericolosa. La pensione non è un evento improvviso che accade a 67 anni: è un edificio che si costruisce mattone su mattone, a partire dal primo giorno di lavoro.


Prima ancora di valutare investimenti o forme di previdenza complementare, c'è un passo fondamentale che troppi giovani trascurano: verificare che ciò che spetta oggi venga registrato e versato correttamente.


1. Il contratto di lavoro: sei inquadrato nel modo giusto?


Tutto parte dalla firma del contratto. Spesso, per l'entusiasmo di iniziare o per scarsa familiarità con la materia, ci si fida a occhi chiusi. Tuttavia, inquadramenti errati o forme contrattuali improprie hanno un impatto diretto sul futuro previdenziale:


Tirocini e stage prolungati: Non prevedono il versamento di contributi previdenziali utili alla pensione.

False Partite IVA: Utilizzate talvolta per mascherare un rapporto di lavoro dipendente, comportano un regime contributivo e tutele differenti.

Mansioni e livelli non corrispondenti: Essere inquadrati a un livello inferiore rispetto alle mansioni effettivamente svolte riduce la base imponibile su cui vengono calcolati i contributi.


2. La busta paga: leggere tra le righe (e tra le voci)


La busta paga non è solo il numero in basso a destra (il netto percepito). È un documento legale che certifica quello che il datore di lavoro dichiara agli enti preposti.

Alcuni aspetti a cui prestare particolare attenzione:


Rimborsi spese e "fuori busta": Ricevere una parte del compenso come "rimborso chilometrico" o "trasferta" non tassata può sembrare un vantaggio immediato perché aumenta il netto in tasca. Tuttavia, su quelle somme non vengono versati contributi. Il risultato è uno stipendio apparentemente più alto oggi, ma una posizione pensionistica penalizzata domani.


Ore di straordinario non tracciate: Il lavoro svolto in più e non registrato regolarmente corrisponde a contributi mai versati.


3. L'Estratto Conto INPS: la prova del nove

Un principio fondamentale da tenere a mente:


la presenza di una trattenuta in busta paga non garantisce automaticamente l'effettivo versamento all'INPS.


Può accadere che un datore di lavoro calcoli le trattenute ma non le versi regolarmente all'ente previdenziale (omissione contributiva). Se questo problema emerge dopo molti anni, il recupero delle somme o la dimostrazione dell'omissione può diventare complesso, con il rischio che i crediti vadano in prescrizione.


Un'abitudine utile: Accedere periodicamente al portale INPS tramite SPID o CIE e scaricare il proprio Estratto Conto Contributivo. Confrontare le settimane e gli importi registrati con i dati delle buste paga in proprio possesso permette di individuare tempestivamente eventuali anomalie.


I "buchi contributivi": perché ogni anno conta

Con il sistema di calcolo contributivo, la pensione finale dipende dal totale dei contributi accumulati nella vita lavorativa. Oltre all'importo, contano anche gli anni di contribuzione utile.


Avere periodi scoperti all'inizio della carriera rischia di slittare in avanti il momento in cui si raggiungono i requisiti minimi di accesso alla pensione.


Conclusione: il controllo della propria carriera

Interessarsi alla previdenza fin da giovani non significa pensare prematuramente alla pensione, ma tutelare i propri diritti lavorativi nel presente.


Controllare i contratti, verificare la correttezza delle buste paga e monitorare la propria posizione INPS sono atti di consapevolezza professionale. Una verifica periodica della propria situazione contributiva è il modo più efficace per proteggere il lavoro di oggi e la serenità di domani.




bottom of page